ciao Sven,
condivido la tua analisi sulla pista di moto cross. anche a me sembra uno spreco che un posto bello come il lungo fersina tra canezza e pergine sia occupato da una "cosa" di quel genere: perchè è vero che viene usata spesso come dici tu e soprattutto nei giorni in cui la gente vuole riposare in silenzio o meglio sentendo magari i suoni della natura, ma è anche vero che per tutti gli altri giorni è comunque un'area limitrofa ad un torrente molto bello che non è utilizzabile dagli abitanti rimanendo inaccessibile per la maggior parte del tempo.
è abbastanza normale e succede un po' dovunque in italia, non solo a pergine e non solo in trentino, che le aree lungo i fiumi siano considerate "terra di nessuno" dove collocare quelle cose che non si sa dove mettere. ma penso che sia un modo di ragionare sbagliato perchè in un territorio di fondo valle sempre più frazionato e occupato da case, capannoni, infrastutture di ogni forma e dimensione e dove è sempre più difficile anche semplicemente passeggiare senza attraversare strade trafficate, le aree naturali lungo i torrenti e i laghi possono costituire delle linee di continuità per fruire del territorio: possono essere spazi per una mobilità alternativa ciclabile e pedonale e per aree ricreative o anche per aree da lasciare semplicemente come sono perchè sono belle così. questo già avviene in parte lungo il fersina almeno dal croz del cius in su verso la valle dei mocheni. più sotto invece si assiste ad un progressivo deterioramento della qualità degli spazi limitrofi al torrente più si scende verso trento. l'impressione è quella che manchi un'idea, una visione, di cosa si vuole che diventi l'area lungo il fersina: terra di nessuno, deposito di materiali inerti, cava, retro di capannoni, tangenziale automobilistica di pergine? parco urbano? il problema è che credo sarà necessario in un futuro non troppo lontano fare un scelta di campo sul destino di queste aree e spero che questa scelta arrivi attraverso un coinvolgimento della popolazione residente aperto e trasparente. personalmente penso che occupare aree preziose da un punto di vista ambientale e paesaggistico con attività non compatibili con la loro vocazione sia un lusso che di questi tempi neanche il trentino possalungo più permettersi.
a presto
silvia
alba