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Quello della sicurezza è un tema sempre molto delicato. Non viviamo certamente in un mondo facile, né troppo accogliente: purtroppo, ogni giorno siamo bombardati da notizie inquietanti di furti, rapine, omicidi, violenze di ogni genere. A tal punto che può sorgere anche un sospetto: ma davvero la realtà che ci circonda è così negativa o non saranno forse le solite esagerazioni dei media? Sta di fatto che la gente è preoccupata e si sente poco “sicura”. Magari anche al di là di quanto sarebbe ragionevole esserlo. In effetti, se guardiamo alla situazione di casa nostra, il Trentino è un luogo assai più sicuro di molti altri. Tuttavia, è innegabile che negli ultimi anni anche nelle nostre città e nelle nostre valli sembra esserci stato un aumento della delinquenza, sia pure quella che si usa definire “delinquenza minore”.
Di tutto questo si è discusso negli ultimi giorni nell’incontro fra il corpo di polizia consorziato nei sette comuni dell’Alta Valsugana e il consiglio comunale di Pergine. Un incontro che è servito per fare il punto della situazione nel comprensorio, per stilare una lista di priorità e per fornire utili suggerimenti a chi è chiamato a vegliare sulla nostra tranquillità.
La polizia locale spesso non può intervenire con l’elasticità e l’autonomia che vorrebbe, è stato detto fra l’altro nel corso della serata. C’è una normativa in Italia che andrebbe rivista e infatti da tempo è stata avviata una contrattazione nazionale.
“Possiamo fare di più e chiediamo ai sindaci della zona di darci questo mandato, appena la legge lo consentirà” ha affermato il comandante Raffaello Savio Gonzo.
Ci sembra giusto e opportuno, a questo punto, coinvolgere i cittadini su questo tema attraverso il blog. C’è davvero una forte preoccupazione nelle nostre comunità sotto il profilo della sicurezza? E in che modo si vorrebbe intervenire? Quali sono le aree percepite come più a rischio? Quali sono i pericoli maggiori?
Coinvolgere i cittadini può consentire non solo di dare risposte a queste domande, ma anche – e forse soprattutto – di avere un quadro più dettagliato della realtà locale, della qualità della vita delle nostre zone. Se esistono zone di disagio o di difficoltà, noi tutti possiamo essere le prime “antenne” di questi disagi e contribuire a una più efficace risoluzione.