Voglia di "sicurezza"...

Pubblicato 28 ottobre 07 10.35

Quello della sicurezza è un tema sempre molto delicato. Non viviamo certamente in un mondo facile, né troppo accogliente: purtroppo, ogni giorno siamo bombardati da notizie inquietanti di furti, rapine, omicidi, violenze di ogni genere. A tal punto che può sorgere anche un sospetto: ma davvero la realtà che ci circonda è così negativa o non saranno forse le solite esagerazioni dei media? Sta di fatto che la gente è preoccupata e si sente poco “sicura”. Magari anche al di là di quanto sarebbe ragionevole esserlo. In effetti, se guardiamo alla situazione di casa nostra, il Trentino è un luogo assai più sicuro di molti altri. Tuttavia, è innegabile che negli ultimi anni anche nelle nostre città e nelle nostre valli sembra esserci stato un aumento della delinquenza, sia pure quella che si usa definire “delinquenza minore”.

Di tutto questo si è discusso negli ultimi giorni nell’incontro fra il corpo di polizia consorziato nei sette comuni dell’Alta Valsugana e il consiglio comunale di Pergine. Un incontro che è servito per fare il punto della situazione nel comprensorio, per stilare una lista di priorità e per fornire utili suggerimenti a chi è chiamato a vegliare sulla nostra tranquillità.

La polizia locale spesso non può intervenire con l’elasticità e l’autonomia che vorrebbe, è stato detto fra l’altro nel corso della serata. C’è una normativa in Italia che andrebbe rivista e infatti da tempo è stata avviata una contrattazione nazionale.

“Possiamo fare di più e chiediamo ai sindaci della zona di darci questo mandato, appena la legge lo consentirà” ha affermato il comandante Raffaello Savio Gonzo.

Ci sembra giusto e opportuno, a questo punto, coinvolgere i cittadini su questo tema attraverso il blog. C’è davvero una forte preoccupazione nelle nostre comunità sotto il profilo della sicurezza? E in che modo si vorrebbe intervenire? Quali sono le aree percepite come più a rischio? Quali sono i pericoli maggiori?

Coinvolgere i cittadini può consentire non solo di dare risposte a queste domande, ma anche – e forse soprattutto – di avere un quadro più dettagliato della realtà locale, della qualità della vita delle nostre zone. Se esistono zone di disagio o di difficoltà, noi tutti possiamo essere le prime “antenne” di questi disagi e contribuire a una più efficace risoluzione.

 

 

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Commenti

# Socrate said on ottobre 30, 2007 11.20:

Tema centrale, quello della sicurezza.

La domanda posta non è da poco: quanto esiste un problema sicurezza, quanto c'è una discrasia tra criminalità reale e percepita?

Se guardiamo agli studi e ai dati forniti (di recente, per il Trentino, transcrime lo ha confermato) appare subito evidente come l'allarme sociale forte che esiste è sproporzionato rispetto ai reati commessi, che spesso sono addirittura in calo.

Del resto un problema, anche se più che altro percepito, esiste, e credo sia legato soprattutto alla questione immigirazione (tralasciamo il ruolo dei media, che esasperano e sono i principali attori di questa paura). L'immigrato spaventa, e un aumento della presenza di stranieri sul territorio porta ad una maggiore insicurezza. Come intervenire?

A mio avviso in due modi:

1) prevenzione. Questo significa favorire il dialogo, l'incontro, per conoscersi a vicenda e superare le barriere. Impedendo una radicalizzazione delle posizioni. Se non si comunica è ovvio che poi aumentano l'odio, la paura, la distanza.

Grande ruolo giocano la scuola e le associazioni, dove si può lavorare fianco a fianco e conoscersi. La politica dovrebbe favorire questo (ad es. maggiori contributi alle associazioni che hanno un tot numero di iscritti stranieri, o che fanno attività di integrazione; consulta, per far emergere le problematiche che possono esserci...)

2) repressione puntuale dei fenomeni criminali. Giusto che le forze di polizia e anche i vigili possano intervenire con efficacia. Importante la loro presenza sul territorio, specie di notte.

Poi è naturale che sul funzionamento della giustizia ci sarebbe molto da dire, ma sono decisioni che spettano ad un livello molto più alto...

La cosa più importante è non lasciare che la situazione degeneri. L'amministratore che non fa nulla è più responsabile di quello che fa e sbaglia: creiamo una Pergine che dialoghi, prima che si alzino troppo i muri.

Socrate

# un'autonomista aperto said on ottobre 30, 2007 15.15:

Alle provinciali 2003 ho votato il partito autonomista, ma iniziative come quelle che l'Adige di oggi riporta (il Patt di Pergine che attacca gli immigrati con dati che non si capisce da dove provengano) vanno proprio nella direzione di allontanare le posizioni e di creare odio, e certo non c'entrano con il concetto di autonomia.

Sarebbe ora che invece di cercare visibilità parlando alla pancia degli elettori con prese di posizioni dal sapore vagamente razzista, si usasse la ragione per fare proposte e cercare soluzioni.

un autonomista aperto

# robyboby said on gennaio 2, 2008 9.47:

e voi continuate a votare il Patt che non vuole la consulta degli stranieri, che ha tra i suoi dirigenti i più grossi costruttori di Pergine (un caso?), pronto a fare la variante mochena e poi altrettanto pronto a lamentarsi che non ci sono servizi a sufficienza, che ci sono troppi immigrati italiani e stranieri (molti dei quali vanno a comprare le case dei costruttori di cui sopra) e non c'è più rispetto per l'ambiente e per l'agricoltura e a speculare sulla questione sicurezza che a Pergine quasi non esiste.  

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